ASL CN1

Per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio

PROVERBIO AFRICANO

26 marzo 2018

Serata di beneficienza a Monterosso Grana: suonano i Lou Dalfin

Serata di beneficienza a Monterosso Grana: suonano i Lou Dalfin

L’intero ricavato, 3000 euro, è destinato al progetto “Il bambino ricoverato e la scuola”.

Lou Dalfin" in concerto a Monterosso Grana, sabato 10 febbraio 2018.
Lo spettacolo avrà inizio alle 21, presso il campo sportivo del paese, sito in via Mistral.
La serata è organizzata dall'associazione "Il fiore della vita Onlus", con il patrocinio del Comune, e ad essa andrà tutto il ricavato della serata.
L'associazione è nata nel 2011 per volontà delle famiglie di bambini con patologie complesse ricoverati nel reparto di Pediatria dell'Ospedale SS. Annunziata di Savigliano, unità satellite della rete Onco-Ematologia Pediatrica Piemontese per la Provincia di Cuneo. 
I fondi raccolti verranno impiegati per fornire ai pazienti oncologici e alle loro famiglie un supporto totale, un'attenzione che va oltre le cure sanitarie. 
I biglietti sono attualmente disponibili presso la lavanderia "Lavastiro Lampo" (Caraglio, via Roma 180) oppure potranno essere ritirati la sera dello spettacolo, direttamente, alle casse del Campo.
A scopo benefico per ogni biglietto è richiesta una quota di partecipazione pari a 10 euro.

Chi sono i Lou Dalfin?

"“Quando Paul Veyne scrisse la celebre frase "una tradizione è veramente morta se la si difende invece di inventarla" (Les grecs ont-ils cru à leurs mythes? Seuil, Parigi 1983) sicuramente non stava pensando a un oscuro gruppo di ragazzini occitani che, persi nell'estrema periferia delle valli piemontesi, avevano appena iniziato un percorso nella loro cultura ancestrale. Un percorso che per 34 anni li ha portati a confrontarsi quotidianamente con i concetti di identità e radici, di locale e di globale, di memoria e di futuro. Di tradizione. Una tradizione che Lou Dalfin (così quei ragazzi avevano deciso di chiamarsi) ha inventato giocando a cambiare l'idea che la gente aveva della cultura occitana e portando direttamente dalla reinvenzione della memoria locale alla quotidianità subalpina nuove danze e canti, un nuovo suono, nuove liturgie e nuove feste.

La storia inizia in un pomeriggio del 1976, quando nel cortile di una casa della valle Varaita l’anima rock di Sergio Berardo posa lo sguardo su alcuni strumenti musicali tradizionali. Lì il diciassettenne tifoso del Torino residente a Caraglio intraprende un percorso di iniziazione che quattro anni dopo vedrà nascere Lou Dalfin, un gruppo inizialmente folk ma destinato a diventare ben altro: una band di primo piano della scena indipendente internazionale, destinata a vincere la Targa Tenco, a conquistare grandi festival e centri sociali di sentimento metropolitano; e al tempo la formazione di maggior fama della musica e della cultura occitane in Europa.

È la magia della musica ribelle, dei suoni che non si arrendono alla logica di genere, alla dicotomia tra tradizione e innovazione. È il segreto del ballo / canzone, un genere nuovo, in cui chiunque può scegliere se seguire semplicemente il ritmo della giga, del rigodon, della farandola, della scottish e delle altre danze tradizionali, da ballare in modo liturgico o alla meglio, oppure farsi sedurre dalle storie scure e di festa, dalla poetica ormai universalmente riconosciuta di Berardo. Tutto al suono di chitarre elettriche e cornamuse, ghironda, flauti, violino e batteria. Con due capitani di lungo corso, Dino Tron e Riccardo Serra, alla guida di formazioni di volta in volta adatte al sound del gruppo.

Con oltre 1.300 concerti e 12 album, Lou Dalfin ha conquistato i festival e le piazze rock e folk di tutta Europa e i principali club italiani coinvolgendo gente che vuole fare festa e gente che vuole cantare, ballare. Bere e mangiare. Emozionarsi e/o ascoltare in silenzio. Perché Lou Dalfin la cultura occitana l'ha inventata come ognuno di noi preferisce viverla. E' la sua ragione di essere. La ragione della musica popolare."

Progetto    

L’intero ricavato, 3000 euro, è destinato al progetto “Il bambino ricoverato e la scuola”.            

La patologia oncoematologica pediatrica richiede ospedalizzazioni frequenti e prolungate; durante il percorso diagnostico-terapeutico, molto spesso, il paziente deve rimanere in luoghi protetti, distanti dall’ambiente scolastico.         
Il Fiore della Vita Onlus fornirà  i supporti tecnologici e i sussidi necessari per favorire la comunicazione virtuale con le scuole di appartenenza.            
Bambini e adolescenti potranno così seguire le lezioni in tempo reale proseguendo il loro percorso d’istruzione e mantenendo i contatti con i compagni di classe.             

La comunità di Monterosso Grana si impegna a sostenere nel tempo questo progetto attraverso la donazione dei fondi ricavati da iniziative comunali o private.